Il pneumatico non è un “accessorio” ma un componente tecnico fondamentale dell’auto il suo ruolo è essenziale e di fondamentale importanza per la sicurezza e nelle prestazioni del veicolo.

Il Pneumatico ha il compito di:

  • sostenere il carico
  • trasmettere la potenza
  • dirigere il veicolo
  • contribuire alla tenuta di strada e alla frenata
  • contribuire alla sospensione del veicolo

Manutenzione

Una corretta manutenzione delle gomme permette di poter avere migliori prestazioni in termini di sicurezza e durata.

E’ importante:

  • Controllare le pressioni di gonfiaggio 
  • Assicurarsi sempre, della presenza del cappuccio sulla valvola.
  • Inversione gomme dopo i 10.000 km.
  • In caso di urti far controllare da un esperto

 

Domande Frequenti

Lo stato di usura del pneumatico?

Come tutte le parti dell’automobile, il pneumatico si usura. E non solo in condizioni di esercizio “scorrette”, ma anche durante una vita normale.

L’usura dei pneumatici è causata quasi esclusivamente dagli strisciamenti che si producono sotto l’area d’impronta durante l’avanzamento e dalle forze con essi correlate, quali ad esempio coppie motrici, frenanti e sterzanti. Gli strisciamenti in rotazione, sono dovuti allo schiacciamento che la struttura del pneumatico subisce in funzione del carico applicato.

Il livello di pressione del pneumatico?

l mantenimento in esercizio del corretto valore della pressione è garanzia di sicurezza ed economicità.

Esso è il risultato di una serie di prove effettuate dai costruttori dei veicoli, e rappresenta il miglior compromesso tra prestazioni e durata. Il giusto valore è riportato, in varie condizioni di utilizzo, sul libretto Uso e Manutenzione del veicolo.

È opportuno controllare/ripristinare questi valori almeno una volta al mese, ricordandosi anche della ruota di scorta. In questa occasione occorre verificare la presenza del cappuccio della valvola che deve essere serrato solo manualmente.

Un valore di pressione basso determina un comportamento anomalo del veicolo in guida ed un surriscaldamento del pneumatico in esercizio tale da pregiudicarne la sua sicurezza.

Un valore di pressione alto diminuisce drasticamente il comfort dei passeggeri e rende il pneumatico stesso più vulnerabile agli eventuali urti sui fianchi. È inoltre significativa la diminuzione dell’area di contatto con la strada che porta come conseguenza una guida incerta ed imprecisa.

Al corretto valore della pressione è inoltre legata l’uniformità di usura dei pneumatici, fondamentale per una gestione economica del veicolo.

Screpolature sui fianchi?

La comparsa di un rigonfiamento sul fianco è il segnale inequivocabile di un danno irreparabile a carico della carcassa del pneumatico.

Tale danno è generalmente causato da urti accidentali contro marciapiedi, ostacoli presenti su strade dissestate, buche, ma può anche essere generato da pressioni d’esercizio troppo basse, da sovraccarico e talvolta dagli assetti troppo rigidi delle vetture.

Va poi sottolineato il fatto che l’adozione di pneumatici con fianchi ribassati e super ribassati deve comportare una maggior cura nell’impiego e nella manutenzione dei pneumatici stessi, in quanto più si riduce l’altezza di sezione, maggiore diventa l’esposizione ai danni provocati da quanto sopra esposto.

Inversione Gomme o Permutazione Pneumatici?

La permutazione dei pneumatici, ovvero il loro cambio sistematico di posizione sugli assi del veicolo senza incrociarli, ha lo scopo di ottimizzare il consumo delle coperture, favorendone la regolarità ed omogeneità di usura su tutta la superficie del battistrada, nonchè la durata, intesa come maggior percorrenza chilometrica.

È noto che le vetture con trazione anteriore tendono ad esasperare i consumi sull’avantreno e sulla spalla esterna del battistrada, per effetto della coppia motrice e dell’azione sterzante delle ruote, nonchè delle maggiori sollecitazioni causate da carico ed azione frenante.

Per contro, i pneumatici sul retrotreno di vetture con trazione posteriore, evidenziano un consumo più accentuato al centro del battistrada.

Conseguentemente alla diversa tipologia di trazione, anche lo scambio dei pneumatici avverrà con frequenza diversificata: ogni 8-10.000 km per le trazioni anteriori, 10-15.000 per le trazioni posteriori ed integrali.

Controlli periodici degli angoli geometrici

Piccoli urti, magari dutante una manovra di parcheggio, il saliscendi dai marciapiedi, gli attraversamenti dei binari del tram, asperità della strada, buche, sono traumi più o meno piccoli, che alla lunga possono però lasciare il segno variando l’assetto geometrico del veicolo.

È pertanto opportuno procedere alla verifica periodica degli angoli geometrici, (principalmente convergenza, campanatura ed incidenza) per non compromettere il comportamento del veicolo ed ottimizzare il consumo dei pneumatici, fattori di sicurezza ed economicità di gestione.

Sostituzione di due pneumatici?

In caso di sostituzione di due soli pneumatici, quelli nuovi vanno montati sull’asse posteriore, indipendentemente dalla trazione. Questo perchè essendo l’asse più critico in quanto non direttamente sotto il controllo di chi guida, deve essere messo in codizioni di massima sicurezza ed efficienza.

Infatti il degonfiamento rapido (perforazione o improvviso degonfiamento) di un pneumatico montato sull’asse posteriore causerebbe una rapida instabilità dell’asse stesso, con conseguente perdita di controllo del veicolo.

Così come una improvvisa perdita di aderenza in curva o in rettilineo su bagnato, potrebbe causare il fenomeno del sovrasterzo con conseguente testa-coda, ben difficilmente controllabile.

Quando controllare i pneumatici?

È bene eseguire controlli regolari sull’andamento dell’usura dei pneumatici, tenendo presente che le prestazioni sul bagnato diminuiscono notevolmente con il progredire del consumo del battistrada.

Per questo motivo è consigliabile sostituire i pneumatici quando la profondità del battistrada è di circa 3 millimetri. La profondità del battistrada non deve mai essere inferiore ai limiti legali (1,6 mm per autoveicoli, Legge n.142 Art. 66 del 18/2/1992).

Permutare i pneumatici fra gli assi senza incrociarli ogni 10.000 – 15.000 km consente di ottimizzare l’usura e di sostituirli tutti e quattro contemporaneamente. Nel caso di sostituzione di soli due pneumatici, per motivi di sicurezza, è corretto montare quelli nuovi sull’asse posteriore.

Infatti il degonfiamento rapido (perforazione o scoppio) di un pneumatico montato sull’asse posteriore causerebbe una rapida instabilità dell’asse stesso, con conseguente perdita di controllo del veicolo. Così come un’improvvisa perdita di aderenza in curva, su bagnato, potrebbe causare il fenomeno del sovrasterzo (testa-coda) ben difficilmente controllabile.

Quando il pneumatico diventa blu?

È possibile che alcune volte i pneumatici assumano una colorazione “bluastra” sul fianco.

Precisiamo che tale fenomeno, di natura prettamente estetica, non pregiudica né la sicurezza né le prestazioni dei pneumatici stessi.

Quali differenze ci sono tra i pneumatici invernali, da neve e termici?

In realtà sono semplicemente modi differenti per indicare pneumatici di tipo invernale che, per legge, non necessitano del montaggio di dispositivi di aderenza aggiuntivi. Sono distinguibili dalla marcatura M+S presente sul fianco del pneumatico (è un’autodichiarazione del Costruttore) e dall’eventuale ulteriore pittogramma Alpino (una montagna a 3 picchi con un fiocco di neve al suo interno) che attesta il superamento di uno specifico test di omologazione su neve.

Quando è il momento di montare i pneumatici invernali? Quando è consigliato toglierli?

Come stabilito dalla Direttiva Ministeriale 2013, il periodo di utilizzo di questi pneumatici è compreso, in generale, tra il 15 novembre ed il 15 aprile, a prescindere dalle condizioni climatiche e/o dalla presenza di neve al suolo. Tale periodo può essere esteso in zone con condizioni climatiche particolari. In caso di vigenza di Ordinanze, è fatto obbligo il loro rispetto.

Ci sono differenze di prestazione tra i pneumatici normali (detti anche estivi) e quelli invernali?

Le differenze di prestazione sono molto evidenti essendo i pneumatici invernali progettati e costruiti per dare, globalmente, il meglio nelle condizioni atmosferiche molto critiche (basse temperature unitamente ad asfalto umido/bagnato/innevato/ecc.) mentre i pneumatici normali offrono un compromesso migliore nelle condizioni di impiego normale.

Con i pneumatici invernali posso viaggiare alla stessa velocità di quelli normali?

Naturalmente sì, in funzione delle condizioni della strada. I pneumatici invernali montati nella stagione fredda possono peraltro avere un codice di velocità (massima) inferiore a quello previsto per il veicolo, e comunque non inferiore a Q (=160 km/h). Tale indicazione va posta all’interno dell’abitacolo, in posizione ben visibile dal conducente.

I pneumatici invernali devono essere gonfiati alla stessa pressione di quelli normali? In caso contrario dove posso trovare le indicazioni corrette?

Normalmente sì. La verifica va sempre fatta “a freddo” nelle condizioni ambientali specifiche, rispettando in ogni caso le prescrizioni del Costruttore del veicolo.

Che cosa sono i pneumatici “all season”?

“All season”, “4 stagioni”, “all weather”, “multipurpose”, “multiseason”, ecc. sono definizioni commerciali a cui ciascun Costruttore attribuisce contenuti tecnici specifici. Se hanno la marcatura M+S consentono la circolazione in presenza di Ordinanze.
Per ulteriori chiarimenti fare riferimento al catalogo del singolo Costruttore.

I pneumatici invernali possono essere utilizzati solo ed esclusivamente in presenza di neve?

No, sono adatti per l’impiego durante tutto l’inverno, anche se non nevica. Il Nuovo Codice della Strada ha recepito il nuovo termine “pneumatico invernale” riconoscendo così allo stesso migliori prestazioni durante tutta la stagione fredda.

Se hai una domanda, il nostro staff è a disposizione per soddisfare la tua richiesta.

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